Fontana dei quattro continenti

(1751 - Giovanni Battista Mazzoleni)

Piazza Unità d'Italia - Trieste

Presentazione

In piazza Unità d’Italia a Trieste, sorge la Fontana chiamata dei Quattro Continenti, opera dell’architetto Giovanni Battista Mazzoleni, realizzata nel 1751.
La fontana è costituita da un corpo architettonico centrale di forma piramidale sulla cui sommità è posta una figura alata, denominata l’Angelo della Fama. La zona inferiore è composta da quattro vasche le quali, in corrispondenza degli angoli presentano alcune sculture raffiguranti i continenti conosciuti all’epoca (Asia, Africa, America, Europa). Le statue risultano scostate dal corpo principale e permettono una visione a tutto tondo del modellato. La parte centrale della fontana è decorata da vari elementi scultorei tra cui conchiglie, delfini e quattro figure rappresentanti i fiumi principali dei continenti.

Attraverso gli anni la fontana ha subito diverse vicissitudini; nel 1938 venne smantellata completamente per poi essere risistemata negli anni settanta in una posizione più laterale rispetto a quella originale e nel 2001, poi, viene ricollocata nuovamente nella sede attuale. Nel 2008 e 2015 l’opera subisce alcuni atti vandalici distruttivi che interessano diverse parti scultoree: la testa della statua raffigurante l’Africa, le ali, il piede e il braccio dell’Angelo della Fama.
Nel corso degli anni il degrado del materiale lapideo e i depositi di patine incoerenti presenti sulla superficie, hanno dato alla fontana un aspetto disomogeneo che incideva visibilmente sulla lettura dell’opera.

Visione di alcuni particolari prima del restauro

Piede dell’angelo La Fama

Particolare della ricomposizione del piede dell’Angelo della Fama

Scultura in marmo di Carrara

Una delle sculture in marmo di Carrara. Si può notare il degrado e i depositi di patine incoerenti presenti sulla superficie.

Frammenti recuperati dell'ala dell'angelo La Fama

I diversi frammenti lapidei di piccola entità sono stati, nel restauro, incollati attraverso l'utilizzo di un impasto adesivo a base di resina epossidica bicomponente caricata con inerti finissimi.

Visione dei medesimi particolari dopo il restauro

Piede dell’angelo La Fama

Particolare della vista del piede dell’angelo La Fama dopo ricomposizione e ricollocamento 

Scultura in marmo di Carrara

Tutte le sculture in marmo di Carrara dell'opera sono state pulite a mano con spazzolini, spugne etc

L'angelo La Fama di cui diverse parti sono state ricostruite e ricollocate

In laboratorio è stata eseguita la fase di ricostruzione e assemblaggio dei numerosi frammenti che compongono alcune parti dell’angelo La Fama; in particolare, le due ali, il braccio destro e il piede sinistro. 

Interventi di restauro

L’intervento di restauro è stato svolto con l’intento di ridare all’opera una continuità estetica, ricomponendo e riposizionando gli importanti elementi lapidei staccati in epoche pregresse e armonizzando gli interventi susseguitisi nel tempo, quali stuccature, rifacimenti e rappezzi oggi alterati.
In laboratorio è stata eseguita la fase di ricostruzione e assemblaggio dei numerosi frammenti che compongono alcune parti dell’angelo La Fama; in particolare, le due ali, il braccio destro e il piede sinistro.

I diversi frammenti lapidei di piccola entità sono stati incollati attraverso l'utilizzo di un impasto adesivo a base di resina epossidica bicomponente caricata con inerti finissimi. Per gli elementi di dimensioni più importanti sono stati invece eseguiti alcuni fori al fine di permettere l’alloggiamento di perni in acciaio inox o fibra di vetro di diametro variabile (4-6 mm). Le varie parti sono state inizialmente analizzate e assemblate senza l’uso di collante con lo scopo di verificare la fattibilità della ricomposizione dell'ala destra dell’angelo.

Tale verifica ha permesso di accertare la possibilità di ridisporre in loco le parti originali in quanto, nonostante la frammentarietà degli elementi, la visione dei reperti in possesso risultava completa.
I reperti riassemblati presentavano diverse fessurazioni e lacune che sono state stuccate con impasto a base di calce, sabbia di fiume e polvere di marmo scelti al fine di ottenere una cromia in sintonia con l’originale.

Approfondimenti sul restauro (1)

Intervento eseguito sui frammenti staccati:

L’intervento di restauro è stato svolto con l’intento di ridare all’opera una continuità estetica, ricomponendo e riposizionando gli importanti elementi lapidei staccati in epoche pregresse e armonizzando gli interventi susseguitisi nel tempo, quali stuccature, rifacimenti e rappezzi oggi alterati.
In laboratorio è stata eseguita la fase di ricostruzione e assemblaggio dei numerosi frammenti che compongono alcune parti dell’angelo La Fama; in particolare, le due ali, il braccio destro e il piede sinistro.

Alloggiamento di perno in acciaio inox

Per gli elementi di dimensioni più importanti sono stati eseguiti alcuni fori al fine di permettere l’alloggiamento di perni in acciaio inox o fibra di vetro.

Incollaggio di alcuni frammenti staccati dell'angelo La Fama

I diversi frammenti lapidei di piccola entità sono stati incollati attraverso l'utilizzo di un impasto adesivo a base di resina epossidica bicomponente caricata con inerti finissimi.

I diversi frammenti lapidei di piccola entità sono stati incollati attraverso l'utilizzo di un impasto adesivo a base di resina epossidica bicomponente caricata con inerti finissimi. Per gli elementi di dimensioni più importanti sono stati invece eseguiti alcuni fori al fine di permettere l’alloggiamento di perni in acciaio inox o fibra di vetro di diametro variabile (4-6 mm). Le varie parti sono state inizialmente analizzate e assemblate senza l’uso di collante con lo scopo di verificare la fattibilità della ricomposizione dell'ala destra dell’angelo.

Tale verifica ha permesso di accertare la possibilità di ridisporre in loco le parti originali in quanto, nonostante la frammentarietà degli elementi, la visione dei reperti in possesso risultava completa.
I reperti riassemblati presentavano diverse fessurazioni e lacune che sono state stuccate con impasto a base di calce, sabbia di fiume e polvere di marmo scelti al fine di ottenere una cromia in sintonia con l’originale.

Ala destra dell'angelo La Fama

Verifica della fattibilità della ricomposizione concernente l’ala destra dell’angelo

Elementi staccati dell'angelo La Fama

Particolare della ricostruzione e assemblaggio dei numerosi frammenti, che compongono alcune parti dell’angelo

Approfondimenti sul restauro (2)

INTERVENTO DI RESTAURO ESEGUITO SU TUTTO IL GRUPPO SCULTOREO

La pulitura dell’opera è stata condotta con l’intento di rimuovere unicamente la patina di sporco incoerente. A tal proposito la superficie è stata lavata con acqua, differenziando l’azione meccanica a seconda degli elementi compositivi. Le sculture in marmo di Carrara sono state pulite a mano con spazzolini, spugne etc, mentre le pietre carsiche costituenti il corpo centrale della fontana, sono state trattate con getto d’acqua a pressione. L’operazione di pulitura è stato preceduta dal controllo di tutta la superficie e dal fissaggio delle parti deadese e in fase di distacco.

Particolare scultoreo durante la fase di pulitura

Lo stesso particolare dopo la fase di pulitura

Successivamente alla fase di pulitura si è effettuato il consolidamento delle fessurazioni riscontrate soprattutto in corrispondenza delle giunture degli elementi anatomici delle figure in marmo di Carrara. Questa fase ha visto l’applicazione di soluzione acquosa di resina acrilica nelle zone interessate da fessurazioni di lieve entità, mentre per quelle più profonde è stata utilizzata una resina epossidica bicomponente.
Le fessurazioni sono state risarcite con impasto a base di calce naturale, sabbia, e polvere di marmo. I rifacimenti e stuccature eseguite in epoche pregresse, giudicate idonee, sono state ritoccate a velatura con colori a base di Silicato di Potassio, al fine di ottenere una superficie il più possibile omogenea dal punto di vista visivo.
All'esterno della vasca inferiore, su due lati, si sono riscontrate alcune iscrizioni poste all’interno di un cartiglio. La rubricatura interna delle incisioni risultava quasi completamente assente e si è quindi proceduto con la colorazione delle lettere utilizzando colori al silicato di potassio, di una tinta opportunamente scelta in loco dopo i test preliminari.

Particolare dell'operazione di consolidamento

Il consolidamento è stato eseguito attraverso l’applicazione di soluzione acquosa di resina acrilica o resina epossidica bicomponente.

Particolare dell'operazione di rubricatura

Rubricatura delle incisioni delle lettere utilizzando colori al silicato di potassio, di tinta opportunamente scelta in loco dopo i test preliminari.


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