MUSEO SARTORIO - COMUNe di trieste - 

Restauro dei dipinti murali della sala del trittico di Santa Chiara


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Presentazione

Villa Sartorio, nasce come abitazione privata nel 1700, diventa abitazione di Giuseppina Fontana e di suo marito Pietro Sartorio nella prima metà dell’ottocento. Ampliata e modificata nel corso degli anni, nel 2006 viene restaurata completamente diventando “Il Civico Museo Sartorio”. La sala in oggetto si trova al primo piano dell’edificio ed ospita al suo interno il Trittico di Santa Chiara, importante opera lignea della prima metà del Trecento 

Interventi di restauro

La decorazione, semplice e raffinata, interessa le pareti e il soffitto della stanza in oggetto. La scopritura dei dipinti ha messo in luce un disegno a imitazione tessile, di colore verde chiaro composto da due fasce accostate. In alto, sulla sommità della parete, è emersa una decorazione a fascia con motivi floreali e sul soffitto alcune specchiature arancioni e verdi incorniciano piccoli volatili posti sugli angoli e al centro.

Scopritura delle raffinate decorazioni su pareti e  soffitto

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Il Soffitto

Messa in luce delle decorazioni del soffitto

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Piccoli volatili durante la pulitura

Particolare dei piccoli volatili posti sugli angoli e al centro, durante la fase di pulitura

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Le pareti

Particolare delle decorazioni parietali durante la messa in luce

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Piccoli volatili dopo la pulitura

Approfondimenti sul restauro (1)

La fase di consolidamento degli intonaci

Gli intonaci si presentavano coperti da uno spesso strato di scialbo e tinteggiature pregresse. La rimozione degli strati sovrammessi ha visto l’esecuzione di impacchi emollienti con soluzione basica d’ammonio supportata da polpa di cellulosa e successiva pulitura meccanica con bisturi, spugne e spazzolini morbidi.
L’intonaco originale presentava diversi problemi di adesione e la superficie era interessata da numerose fessurazioni profonde.
La fase di consolidamento degli intonaci del soffitto e delle pareti ha visto l’esecuzione di iniezioni di una malta idraulica alleggerita applicata attraverso fori opportunamente predisposti.

I rappezzi e le stuccature giudicate non idonee sono state demolite e sostituite con impasto a base di calce e sabbia di varia granulometria a seconda della vastità e profondità della lacuna.

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Le iniezioni di malta idraulica 

La fase di consolidamento degli intonaci del soffitto e delle pareti ha visto l’esecuzione di iniezioni di una malta idraulica alleggerita applicata attraverso fori opportunamente predisposti.

Approfondimenti sul restauro (2)

La fase della presentazione estetica

La delicata fase della presentazione estetica ha visto nella decisione finale la necessità di ricreare una superficie continua e apprezzabile delle decorazioni senza falsificare l’aspetto storicizzato della superfici.

Si è concordato con la Direzione Lavori di procedere per gradi partendo dal ritocco e dalle ricostruzioni giudicate indispensabili per la lettura dell’opera.

Particolari delle pareti dopo l'intervento di restauro

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In seguito durante le lavorazioni si è valutato di mimetizzare alcune parti mancanti di media entità quali tracce pregresse eseguite negli anni per consentire il passaggio di cavi elettrici e tubature.

La superficie è stata ritoccata ad acquarello in corrispondenza delle abrasioni, mentre i rifacimenti in corrispondenza delle stuccature sono stati eseguiti con colori al Silicato di Potassio.


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