SACCELLO AI CADUTI

1929 - Architetto Carlo Polli

Area dedicata ai caduti della prima guerra mondiale

Comune di Trieste - Area Lavori Pubblici, Finanza di Progetto e Partenariati

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Presentazione

Opera dell’architetto Carlo Polli, inaugurato il 26 maggio 1929,il monumento in oggetto ospita le spoglie di Guglielmo Oberdan e dei Caduti della Prima Guerra mondiale. Sorge al centro di un piazzale rotondo, in cima ad una breve scalinata ed è circondato da elementi lapidei quali panchine e urne funerarie. Il monumento a base rettangolare è realizzato in pietra Nero Nube, una particolare tipologia di pietra di colore nero, di origine lombarda, la cui peculiarità è di ossidarsi a contatto con gli agenti atmosferici assumendo una colorazione chiara, grigio/gialla

Visione di alcuni particolari del restauro

Il monumento è realizzata in pietra Nero Nube, una particolare tipologia di pietra di colore nero, di origine lombarda, la cui peculiarità è di ossidarsi a contatto con gli agenti atmosferici assumendo nel tempo una colorazione chiara, grigio/gialla.

Nevyjel Restauri D'Arte-Trieste: Sacello_ai_caduti-foto 2a-prima-dell'intervento-di-restauro

Visione del lato frontale del monumento prima del restauro

Prima dell’intervento di restauro il sacello lapideo si dimostrava molto chiaro. Si era perso, inoltre, il contrasto originario della pietra in tonalità scura Nero Nube e le iscrizioni dei nomi dei caduti rubricate in colore bianco. La coloritura bianca delle lettere risultava, infatti, quasi completamente assente.

Nevyjel Restauri D'Arte-Trieste: Sacello_ai_caduti-foto 5e-dopo-l'intervento

Visione del medesimo lato del monumento dopo il restauro

La presentazione estetica è stata condotta, in accordo con il parere della DL, cercando di attutire la discrepanza tra le zone maggiormente alterate, e quindi molto chiare, e quelle più conservate riprendendo anche la coloritura delle lettere incise che è stata effettuata con pigmenti a base di silicato di Potassio di cromia bianco/giallino

Interventi di restauro

La superficie del monumento prima del restauro risultava arida e di colore chiaro, con inclusioni fossili scure. Si è potuto constatare che il monumento in origine si presentava nero e levigato, in sostanza molto diverso dall’aspetto attuale. Prima dell’intervento di restauro il sacello lapideo si dimostrava molto chiaro soprattutto nei due lati più esposti ai raggi solari. Pertanto oltre ad avere una disomogeneità tra le superfici si era perso il contrasto originario, tra le iscrizioni dei nomi dei caduti rubricate in colore bianco e la tonalità scura della pietra Nero Nube.
La coloritura bianca delle lettere risultava quasi completamente assente, e nella parte bassa del monumento, sul lato posteriore, si notavano evidenti alterazioni dovute a interventi pregressi.
In generale la pietra risultava compatta e senza problemi materici di coesione. Nelle zone più protette si sono potute notare alcune tracce della superficie originale che si presenta liscia e lucida, a testimonianza del progetto originale.
Durante l’intervento di restauro si sono rinvenuti localmente alcuni distacchi materici pericolanti e fessurazioni di media entità.

Approfondimenti sul restauro (fase 1)

Alla luce delle considerazioni fatte precedentemente, l’intervento di restauro in oggetto è stato condotto ponendo l’attenzione non solo sulla necessità di recuperare l’opera dal punto di vista conservativo, ma anche di ridare una connotazione estetica vicina all’originale.

Pertanto si è proceduto con un leggero lavaggio ad acqua a pressione moderata di tutta la superficie eliminando le puntuali concrezioni di sporco più tenace attraverso l'applicazione di impacchi di Carbonato d’Ammonio supportato da un componente neutro. Il tutto lasciato a contatto il tempo necessario ad ammorbidire lo strato da rimuovere.
Tale operazione è stata preceduta dalla messa in sicurezza degli elementi staccati ed è stata effettuata sul monumento centrale e sugli elementi lapidei perimetrali.

Consolidamento degli elementi staccati

La fase successiva ha visto il consolidamento degli elementi staccati eseguito con resina epossidica opportunamente caricata al fine di creare la corretta viscosità dell’impasto, o con ancorante chimico a seconda della morfologia del distacco. Nelle fessurazioni, avendo la necessità di una maggiore penetrazione, sono state eseguite alcune iniezioni di resina epossidica fluida.
Le cavillature e le mancanza di maggior entità sono state stuccate con un impasto composto da calce idraulica, sabbia di fiume e polvere di marmo nera. In alcuni casi, dove si è riscontrata la presenza di elementi metallici, la stuccatura è stata preceduta da un trattamento del ferro.

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Particolare delle fessurazioni

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Riposizionamento di alcuni elementi in fase di distacco

Nevyjel Restauri D'Arte-Trieste: Sacello_ai_caduti-foto: 3aparticolare-dei-frammenti-staccati

Particolare dei frammenti staccati

Le cavillature e le mancanze di maggior entità sono state stuccate con un impasto composto da calce idraulica, sabbia di fiume e polvere di marmo nera.

Approfondimenti sul restauro (2)

L’intervento di restauro è stato condotto ponendo l’attenzione non solo sulla necessità di recuperare l’opera dal punto di vista conservativo, ma anche di ridare, una connotazione estetica vicina a quella originale.

Nevyjel Restauri D'Arte-Trieste: Sacello_ai_caduti-foto-1a-prima-dell'intervento-di-restauro

Vista laterale del monumento prima del restauro

Nevyjel Restauri D'Arte-Trieste: Sacello_ai_caduti-foto-1a-prima-dell'intervento-di-restauro-foto: 1b-dopo-l'intervento-di-restauro

Medesimo lato del monumento dopo il restauro



La coloritura ex novo delle lettere incise

La coloritura ex novo delle lettere incise è stata effettuata, con un colore a base di silicato di Potassio di cromia bianco/giallino, individuato dopo gli opportuni test preliminari.

Nevyjel Restauri D'Arte-Trieste: Sacello_ai_caduti-

Prove di coloritura delle lettere incise

Nevyjel Restauri D'Arte-Trieste: Sacello_ai_caduti-foto: 4b-ripresa-cromatica-delle-lettere-incise

Ripresa cromatica delle lettere incise


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